Chi sono

Mi presento allegando di seguito una mia intervista apparsa nel 2014 sul sito Tuttoperlamamma:

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Stefania Rizzardi maestra e mamma

Una bella testimonianza da parte di una mamma sempre all’opera.

Lei è Stefania e ci racconta un po’ di sè e del suo mondo: scopriamolo insieme a lei.

Ciao Staefania, cosa ci racconti di te?
Mi chiamo Stefania Rizzardi, ho 39 anni, sono sposata, ho due figli e “la testa che non si ferma mai”.
Sono appassionata da scuola e in particolare di metodologia e didattica.
Ho deciso di fare la maestra a 6 anni … e così ho fatto.

Il tragitto per arrivare fino a qui, per riuscire a realizzarti?
Finito la scuola dell’obbligo mi sono iscritta all’istituto magistrale, ho continuato il mio percorso all’università e mi sono laureata in “Scienze dell’educazione” con specializzazione post lauream in “Esperto nelle relazioni educative familiari”.
Durante l’università ho sempre lavorato come educatrice familiare o all’interno di comunità alloggio.
Nel 1994 ho superato il concorso magistrale ottenendo l’abilitazione per insegnare nella scuola primaria.
A 23 anni ho aperto il mio primo “nidino” (ospitava una ventina di bimbi da 1 a 3 anni) in franchising con il gruppo “DO RE MI baby” di Milano.

Dopo diversi anni ho deciso di crescere professionalmente e di dedicarmi alla formazione. Ho venduto le mie quote societarie, ho aperto partita iva ed ho iniziato a fare formazione presso alcuni asili e a condurre, in collaborazione con altri pedagogisti, incontri di formazione e confronto con genitori.Sempre come formatrice ho condotte alcune docenze per la Regione Lombardia di pedagogia e psicologia.

Tanto studio e tanto lavoro, ma la tua vita privata? Avevi tempo anche per quello?
Certo, mi sono sposata e dopo poco è arrivata la prima gravidanza … i viaggi in treno e in auto erano impossibili, la nausea costantemente presente … mi sono fermata … si fa per dire.
Mi sono inserita nelle graduatorie di Stato per lavorare nella scuola primaria e, avendo superato il concorso, sono riuscita ad avere velocemente supplenze annuali ed è stato amore! Insegnare nella scuola primaria mi è piaciuto tantissimo e, anche ora, dopo tanti anni, mi riempie di gioia.

Cosa significa la scuola per te?
La scuola per me ha un significato speciale: fin da bambina mi sono sentita privilegiata perché potevo andarci. I miei genitori sono entrambi orfani di padre e hanno dovuto lavorare fin da giovanissimi. Mia mamma a 10 anni ha dovuto lasciare la scuola, il suo paese e i suoi amici e diventare grande. Con me e mia sorella ha avuto la possibilità di riprendere gli studi;  è rimasta in ombra, nascosta da tutti, ma sempre  accanto a noi per aiutarci a crescere. Lei ci ha volute indipendenti, forti e autonome.

A 18 anni ha conosciuto mio padre e hanno deciso di investire nel loro futuro. Anche mio padre aveva iniziato a lavorare molto giovane a causa della morte prematura di mio nonno. Ha “preso in mano “ la sua vita e si è iscritto alla scuola serale. Di giorno lavorava, la sera andava a scuola e poi passava a salutare mia mamma. Così si è diplomato, sposato ed ha iniziato la sua carriera lavorativa.
La costanza, lo studio e la scuola gli hanno offerto una grande opportunità che non si sono lasciati scappare.

L’esempio dei tuoi genitori è stato importante per te. Altre fonti d’ispirazione?
Nelson Mandela ha scritto:
“L’educazione è il grande motore dello sviluppo personale. È grazie all’educazione che la figlia di un contadino può diventare medico, il figlio di un minatore il capo miniera o un bambino nato in una famiglia povera il presidente di una grande nazione. Non ciò che ci viene dato, ma la capacità di valorizzare al meglio ciò che abbiamo è ciò che distingue una persona dall’altra”.
Condivido ogni singola parola.
E da qui è nata la mia passione per la scuola, la didattica e la metodologia. Essere un’insegnante è un privilegio infinito, hai la possibilità di offrire nuove risorse, di trasmettere sapere, di aiutare tutti ad essere uguali.

L’ essere diventata mamma coincide con un altro cambiamento nella tua vita professionale: ce lo racconti?
Quando sono nati i miei figli il mio entusiasmo rispetto all’educazione è cresciuto ulteriormente ed ho iniziato a studiare altri “modi di far scuola”. Avendo una cara amica inglese appassionata di scuola ho avuto la possibilità di conoscere il mondo anglosassone.

Dopo chiacchierate infinite abbiamo deciso di lanciarci in un progetto innovativo ed, insieme ad un terzo soci finanziatore, abbiamo aperto una scuola bilingue nella nostra città (Brescia). La scuola si chiama Little England e, dopo soli 5 anni, è una forte realtà del nostro territorio con nido, sezione primavera, tre classi di materna e cinque di elementari.

Quest’anno scolastico è partita la prima classe di scuola secondaria di primo grado con 20 alunni.

Per conoscere la scuola:
www.littlengland.it

Quest’estate, proprio perché non ho niente da fare, ho deciso di aprire un blog dove poter condividere risorse ed esperienze con altre docenti e mamme: Maestraemamma.

Collegato al sito ho aperto alcune pagine facebook Maestraemamma e Schede didattiche 

E poi, per scherzo, ho aperto la pagina facebook “Sante maestre”, una pagina che raccoglie vignette umoristiche legate al mondo della scuola: un boom di mi piace e di condivisioni; fantastico, scrivo a Luana e le racconto tutto per chiederle cosa fare e mi consiglia di inserire le vignette umoristiche nel sito.

La pagina nasce per scherzo ma diventa un appuntamento quotidiano: ogni giorno cerco una vignetta oppure ne disegno una, mi sono messa anche a fare la vignettista …
Penso a mio marito … “Santo marito” che ogni volta che gli dico: “Fra’ ho pensato che…” sgrana gli occhi e sospira pensando “ed ora che cosa si inventerà?” ma così la nostra vita ha un pizzico di novità ogni giorno!

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Questa sono io nei disegni di mia figlia!

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Il 30 aprile 2015 sono stata intervistata da Deborah di Mammaalcubo (passano gli anni ma io insisto a dare sempre la stessa fotografia …. sto invecchiandooooooo)

😉

 

Oggi vi racconto la storia di Stefania, in arte Maestraemamma, insegnante e coordinatrice di una scuola bilingue di Brescia. Stefania è un vulcano di idee e il suo blog è pieno di spunti di riflessione e materiale scolastico per genitori e insegnanti.

Ecco il suo Mom Identikit:

mom identikit maestraemamma

Che lavoro fai Stefania?

Sono coordinatrice didattica di una scuola primaria bilingue (www.littlengland.it) e blogger di Maestraemamma.

Cosa ti appassiona di più del tuo lavoro? 

Mi appassiona lavorare a stretto contatto con i bambini: ogni giorno è diverso, ogni evento viene festeggiato e l’entusiasmo e la loro gioia è contagiosa. A volte solo guardarli durante la ricreazione o mentre fanno le attività creative mi mette allegria. Lavorare in ambito educativo mi permette di coltivare la mia passione: la lettura. Divoro libri di didattica e metodologia, amo cercare nuove idee da proporre a scuola o ai miei lettori. La scuola e il blog mi permettono di conoscere tante persone appassionate, mi piace confrontarmi, ogni volta penso di avere fatto un passettino in più nel mio percorso di crescita professionale. Grazie al blog ho avuto la possibilità di conoscere delle donne forti e coraggiose, ho cercato di condividere le loro storie per poterle aiutare. Il mondo delle mamme bloggers sta crescendo sempre di più ed è sempre attento all’etica dei messaggi che vengono trasmessi. Se c’è bisogno di aiutarsi e di condividere iniziative benefiche o di utilità sociale, sono tutte pronte… perché le relazioni fra le donne sono talvolta difficili, ma quando si parla di bambini il cuore delle mamme si accende e si collabora senza gelosia.

Adriana Cigni, una cara amica, editrice di A.G.editions mi avevo chiesto di aiutarla a diffondere materiale sul mutismo selettivo. Su twitter e facebook le comunità delle mamme si sono subito attivate e gli articoli sono apparsi in moltissime bacheche. Ne approfitto per dire grazie a tutte :)

C’è qualcosa che invece vorresti cambiare?

Vorrei avere una bacchetta magica per fermare il tempo… le giornate sono sempre troppo corte. Essere mamma e lavorare a due progetti a tempo pieno è molto faticoso. Non mi fermo mai. Prima di dormire faccio una lista mentale delle cose da fare e, generalmente, in un attacco di panico, mi nascondo sotto il cuscino. Comunque penso che sia una grande risorsa per me il “dover fare mille cose”, sprofonderei nella tristezza più oscura se non avessi la vita super impegnata.

Trovi, sia come maestra che come insegnante, che il mondo dell’insegnamento sia cambiato in questi ultimi anni?

Sì, trovo che il mondo della scuola sia molto cambiato e con la “Buona Scuola” di Renzi cambierà ancora di più. Gli insegnanti sono una categoria un po’ bistrattata, gli viene chiesto sempre di più e dato sempre meno. Si parla tanto di scuola azienda ma, in questo momento, non viene trattata come tale.

Nei momenti di crisi dovrebbero essere i “capi” a fare per primi i sacrifici e i dipendenti incentivati e ringraziati per l’impegno e la costanza… almeno in certe realtà virtuose succede così.

Agli insegnanti viene richiesta innovazione, inglese, internet, scuole aperte, orari flessibili, cultura europea e, quindi, maggiore impegno e studio in cambio del nulla. Anzi, nell’ultimo decennio sono continuamente additati e criticati da politici e genitori.

Il risultato crea un danno enorme al nostro Stato e ai nostri figli.

Alcuni docenti reagiscono e fanno sentire la loro voce ma altri soccombono e perdono passione ed energia.

L’insegnamento è passione ed energia… non bisogna farla morire.

Che consigli ti sentiresti di dare a noi genitori ?

Consiglierei di dare sostegno alle insegnanti dei propri figli. Non ci vuole molto, a volte un semplice grazie può ridare energia e spensieratezza alle docenti.

E alle mamme lavoratrici che ci leggono?

Dare un consiglio alle mamme lavoratrici? Più che un consiglio darei un abbraccio perché è veramente un’impresa lavorare, occuparsi dei figli e della casa e, magari, cercare di essere anche carina ed in ordine (sopratutto dopo i 40 anni). La cesta del bucato e dei vestiti da stirare non diminuisce mai (forse c’è un buco e qualche perfida strega ci infila anche il bucato dei suoi cinque figli!) e poi ci sono le mille attività dei figli (scarpe per ritmica, attrezzatura per scherma…), il lavoro, gli articoli… insomma il caos più totale.

A casa nostra c’è cooperazione, unica mia salvezza, mio marito mi aiuta molto e anche i bimbi, a modo loro, cercano di contribuire.

Comunque le mamme lavoratrici sono fantastiche Lavorare e fare la mamma è impegnativo ma aiuta a non perdere la dimensione della realtà e poi sono orgogliosa della mia professionalità, ho studiato e mi sono impegnata tanto, non ho voluto perdere quello che avevo costruito.

Che misure si potrebbero adottare, nel mondo del lavoro in generale, per favorire meglio la conciliazione tra maternità e lavoro?

Una parola, flessibilità di orari e posto di lavoro come succede in molti paesi del nord Europa (esempio Norvegia).

Prima di diventare coordinatrice didattica a Little England lavoravo come docente di suola primaria in una scuola statale. Attualmente lavoro il doppio delle ore ma ho molto meno difficoltà a gestire il mio tempo e, sopratutto, i miei figli.

I miei bambini, tranne in rarissime occasioni, vengono accompagnati e ritirati a scuola e alle attività extrascolastiche da me e durante le vacanze passiamo molto tempo insieme. Prima era molto più difficile ed avevo bisogno di continui aiuti esterni. Ora ho la possibilità di portarmi il lavoro a casa, mentre i bimbi giocano o guardano la televisione mi metto al computer e se hanno bisogno ci sono. Mentre sono a scuola non prendo fiato, salto le pause ma alle ore 16.30 (riunioni a parte), quando finiscono le loro lezioni, ci sono.

La flessibilità è stata, per la mia famiglia, una grande risorsa.

E per finire, cosa sogni per il futuro?

Sogno di scrivere un libro di didattica… e se devo essere sincera  il mio sogno si sta per realizzare grazie ad una casa editrice italo-francese, A.G.editions… ma, alla prossima puntata!

 

ape

 

Articoli che parlano della mia scuola:

 Cocco di mamma – Edizione di Brescia – N°3 febbraio 2012

Cocco di mamma pag 1

Cocco di mamma pag2

Cocco di mamma pag3

 

 

 

 

 

 

Casa Resart, bimestrale di architettura di interni e esterni, dicembre 2009

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 Mondo Asilo – Donna e Mamma

 

Mondo asilo

 

 

 

 

 

 

Qui Brescia giugno 2011

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Qui Brescia settembre 2011

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