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Come funziona la maestra di Susanna Mattiangeli e Chiara Carrer

Girovagando in libreria ho trovato un libro che mi ha fatta sorridere: “Come funziona la maestra” di Susanna Mattiangeli, illustrato da Chiara Carrer, editrice Il Castoro.

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L’autrice ritorna bambina e con le parole scanzonate dei fanciulli racconta il mondo della scuola e delle maestre.

“Ci sono maestre lunghe o maestre corte. Maestre larghe oppure sottili. Una maestra piccola non è mezza maestra, così come una molto grande non vale doppio […] Possono avere colori diversi, possono essere chiare, scure, ricce, lisce, a pallini, […] a scacchi .[..] su quelle a righe si scrive e su quelle a quadretti si fanno le operazioni”.

La maestra è un essere a sé, diverso da tutti gli altri, perché “dentro la maestra ci sono i numeri, le tabelline, i fiumi, i monti, l’orologio, i cinque sensi, l’uomo primitivo e tante altre cose che a poco a poco finiscono anche dentro ai bambini”. Ma come tutti gli altri, si veste, è alta o bassa, ha i capelli in un certo modo e un carattere particolare. «Alcune sono sempre contente, altre sempre arrabbiate. Quando la maestra è arrabbiata si ferma tutto. Non si aggiunge più, non si riesce a dividere niente, i fiumi non scorrono e l’uomo primitivo resta bloccato con la lancia alzata. Solo se torna la calma, allora tutto ricomincia a funzionare».

“ Le maestre a un certo punto diventano maestre di qualcun altro. Si possono rivedere dopo un po’ di tempo, per la strada, al cinema, al mercato e sembrano dei grandi come gli altri. Però quando se ne incontra una, si capisce. Si sa che quella era la maestra. Solo, è diventata un po’ più piccola. E insieme alla maestra, anche la classe, se ci si ritorna dopo qualche tempo, si è trasformata, è sempre la stessa classe, ma si è rimpicciolita”.

Ma la magia della maestra non svanisce mai, perché «quando bisogna ritrovare una poesia, un lago o una vecchia storia sentita in classe, basta cercare bene e alla fine usciranno fuori tutti insieme, come li aveva messi la maestra, i più piccoli seduti davanti e i più alti dietro in piedi».

 

Bellissimo!

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Se sei una maestra …. non puoi non leggerlo 😉

 

 

 

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