Life Style

Il linguaggio dei nostri figli nell’era di YouTube

“Come parlano i nostri figli?”

Frasi in gergo giovanile nell’era di internet 

“Mamma sei una pro” … cosa avrà detto? Speriamo un complimento.

Il linguaggio dei nostri figli si modifica e il gergo giovanile diventa una delle componenti del loro percorso di crescita.

La grossa differenza rispetto al passato è che, invece di risentire dell’influenza degli aspetti locali o della televisione, viene ora spesso determinato dal linguaggio dei social e, soprattutto, da quello degli youtubers. I nuovi termini sono pertanto molto spesso collegati al linguaggio utilizzato nei giochi ed “italianizzato” per l’occasione.

Ecco alcuni esempi:

” Sei pro” = sei un vero professionista

“Mi sta targhettando” = mi stai seguendo

“Che proaggine” = che abilità

“Che proata” = che mossa/azione efficace

“Bella raga/rega” = ciao ragazzi

“Stai hacherando” = stai usando hack, cioè stai imbrogliando

“Sei stato killato” = sei stato ucciso

“Sei stato shottato” = sei stato colpito

“Sei stato bannato” = non puoi più giocare perché sei stato scorretto

“Che skill” = che bravura

“Hai joinato” = sei entrato in partita

“Sei AFK (Away From Keyboard)” = hai il computer acceso in un gioco, ma non lo stai usando

“Vi notifico” = vi informo

“Momenti epici” = i migliori momenti

“hai loggato” = hai dato le tue credenziali

“hai linkato” = hai inserito il link corretto per visualizzare una pagina di internet

“chattiamo” = ci scriviamo

“ON-LINE/OFF-LINE” = sei connesso o meno

“smanettare” = lavorare in maniera intuitiva e con costanza

“sei uno spam” = continui a scrivere commenti inappropriati solo per farti pubblicità

“Sei un cybernauta” = sei una persona che utilizza spesso computer e internet

Accannare” = significa smettere o terminare un rapporto con una persona

“Quella tipa s’accolla” = quella ragazza è troppo appiccicosa come la colla

“’Sto gioco mi ha stufato, rega’, accanniamolo” = questo gioco è noioso, smettiamo di giocarci 

Flashare/flesciare” = vedere di sfuggita qualcuno e confonderlo per un’altra persona oppure credere una cosa che in realtà non è mai successa (“Non ho mai detto così, hai flashato”)

“Fa rate” = è di pessima qualità, fa schifo

 

E il nostro gergo, in passato, da cosa era condizionato?

Vi ricordate i termini coniati dai “paninari”, o quelli diffusi da Jovanotti o da serie televisive come “Happy Days” o “Drive-in”? E poi c’erano i tormentoni degli amici di scuola e del paese.

Mi ricordo in particolare:

” Pivello … hey” ( FONZIE in”Happy Days”)

“Pischello” e “Gimmefive” (Jovanotti)

“Trooooppo giusto” e “sfittinzia” – Drive-in)

Ve ne ricordate altre? E oggi non incappate mai in qualche altra espressione misteriosa dei vostri figli, senza capire di che cosa venite “accusati”?

In caso positivo potete lasciare un commento in modo da condividerla con altri genitori 🙂

Un’ultima riflessione: se questo modo di parlare può far storcere il naso a qualche adulto, convinto che nel limite del possibile bisognerebbe utilizzare le parole contemplate dal dizionario italiano e che l’abuso di questi termini sia una forzatura tipica dell’età pre-adolescenziale, gli suggerisco di provare a partecipare almeno una volta a una riunione (pardon….. brainstorming) in qualche ambiente manageriale, e di cercare di rimanere indenni davanti alla consueta sequela di “kick-off”, “misunderstanding”, “saving”, “sal”, “task force”, “SLA”, “KPI” ecc …

 

Articoli correlati

2 Comments

Barbara 15 gennaio 2016 at 9:42

Molto molto interessante, come tutto il sito, non sono un insegnante faccio parte di un associazione di vittime per la strada, e quando andiamo nelle scuole ci interfacciamo con tanti ragazzi che hanno un loro linguaggio ,è comprenderli e la prima cosa per parlare con loro…

Reply
StefaniaR 15 gennaio 2016 at 18:05

Grazie e complimenti per il lavoro della tua associazione.

Reply

Commenta