Kids book e app

Il progetto di Mamamò: guida per genitori nella giungla delle app per smartphone e tablet.

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Intervista a Roberta Fraschetti ideatrice del sito Mamamò
Ho deciso di parlarvi del progetto Mamamò perché creato e voluto da due mamme piene di energia ed entusiasmo.

Inizia a raccontarsi Roberta Fraschetti ideatrice con Elisa Salamini del portale:

“Era il Natale del 2010 quando ho ricevuto in regalo il mio primo iPad. Per me era in fondo un oggetto meravioglioso ma misterioso. Mio figlio invece, che allora aveva 3 anni, sembrava sapere molto meglio di me che uso farne. Così ho iniziato a cercare contenuti di qualità per lui e mi sono resa conto che erano pochi e non facili da trovare. Da qui è nata l’idea di Mamamò come guida per genitori nella giungla delle app per smartphone e tablet, una bussola nell’impegno costante di crescere figli capaci di affrontare l’universo dei media in modo sempre più consapevole e critico. Nello sforzo quindi di non coprirgli gli occhi, ma di insegnargli a guardare. Io ed Elisa, che ha sposato fin dagli inizi questa avventura, segnaliamo e recensiamo esclusivamente le app che a nostro avviso hanno una buona qualità tecnica di realizzazione, oltre che contenuti educativi o di intrattenimento intelligenti e non dannosi per lo sviluppo del bambino”.

Ma esattamente, qual è il vostro lavoro?
Io vengo dal mondo dell’editoria tradizionale e della comunicazione, Elisa ha sempre lavorato nel web. Partiamo dalle nostre competenze professionali, e dalla nostra esperienza come genitori, per selezionare su Mamamò i migliori contenuti digitali per bambini. Al momento solo app, ben presto anche videogiochi e ebook. Ma seguiamo anche tutto il dibattito sui nativi digitali, sulla scuola 2.0, sulle tecnologie per l’apprendimento… Un universo pieno di nuove opportunità per i nostri figli, che occorre sfruttare al meglio.
Organizzate laboratori o corsi di formazione per insegnanti e genitori?
Non ancora, ma ci stiamo pensando. Abbiamo partecipato a diversi incontri con insegnanti, genitori e bibliotecari e ci siamo rese conto che all’inizio c’è diffidenza perché c’è una scarsa conoscenza di questo mondo. Non appena i genitori o i mediatori culturali capiscono quali opportunità il digitale offra, superano i preconcetti ideologici e ti sommergono di domande. C’è bisogno di creare una cultura diffusa del digitale e dell’educazione al digitale in Italia.
Non sempre genitori ed insegnanti amano il digitale; ad esempio anche io sono spaventata ed ho paura che i bambini  perdano l’amore per i libri e la ricerca del sapere. I miei figli non hanno l’iPad. Cosa ne pensi?

Penso che sia comprensibile. Sono paure che derivano dal nostro essere immigrati digitali e dal dover affrontare un mondo – quello dei nostri figli – che è diverso da quello in cui siamo cresciuti. Abbiamo paura dei ritmi frenetici, della passività, della mancanza di creatività, della dipendenza dallo schermo, dell’isolamento. Ma il digitale è uno strumento che si affianca e non sostituisce i libri o gli altri supporti di apprendimento. Come tutti gli strumenti non è buono o cattivo: dipende dal modo in cui viene usato. Troppi genitori utilizzato tablet e telefonini come baby sitter tecnologiche e non sfruttano i reali vantaggi in termini di accesso alle informazioni, di interattività, di supporto all’apprendimento. Pensiamo solo a come i nuovi dispositivi possono aiutare per esempio bambini con DSA o autismo.

Personalmente sono contenta che esistano progetti in grado di aiutare e guidare noi genitori ed insegnanti. Quali sono le App più richieste? E quelle più adatte al mondo della scuola?
  Ci sono molte app per l’apprendimento della lettura, come Niki words,  AlfaPuzzle, quelle della serie Wee Kids o le app basate sul metodo Montessori di Les trois elles o della matematica attraverso un approccio ludico come Contabosco o Mystery math Town. Quella per scoprire il corpo umano di Tiny Bop, per giocare con la chimica (TocaLab), o esplorare il sistema solare (Solar Walk). Sul sito c’è un’organizzazione per categorie e un pannello di ricerca che consente di esplorare i contenuti per temi. Poi ci sono le app, i siti e le risorse digitali che gli insegnanti possono utilizzare come supporto didattico in classe. Uno dei miei preferiti è la piattaforma gratuita Scratch del MIT, che insegna ai bambini i rudimenti della programmazione con un linguaggio visivo simile a un lego virtuale. Sto preparando un post su tutti gli strumenti utili ai docenti!
 
 Ho visto che che avete recensito delle App “Bisogni speciali”; di che cosa si tratta?
Delle applicazione che supportano bambini con “bisogni speciali”, che possono derivare per esempio da disabilità o disturbi specifici dell’apprendimento. Un campo in cui il digitale ha un’utilità enorme grazie alla sua dimensione multimediale e interattiva.

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Nel vostro sito è presente un sondaggio sui libri digitali per bambini; mi piacerebbe avere qualche informazione in più.
#NatiDigitali 2014 è un questionario che intende esplorare come cambiano le modalità di lettura dei bambini e ragazzi da 0 a 14 anni nell’era del digitale. Si può partecipare fino al 28 febbraio cliccando qui https://www.surveymonkey.com/s/Natidigitali_2014.  Analizza non solo i comportamenti dei più piccoli attraverso gli occhi dei grandi ma anche l’atteggiamento e i dubbi degli adulti alle prese con le nuove tecnologie. E’ organizzato da Mamamò in collaborazione con Filastrocche.it, AIE e AIB. I risultati saranno presentati alla Fiera del libro per ragazzi di Bologna a marzo. Partecipate!
Buon lavoro Roberta!

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