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Le parole interrotte di Patrizia Rinaldi

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“Tutto cominciò quella sera che mi portarono dal dottore. Anzi era una dottoressa […].

Andai verso la porta chiusa e la aprii solo un poco. Vidi mia madre e mio padre che parlavano con la cicciotella. […]

Papà e mamma parlavano a turno con lei […] mi girava la testa, le parole erano tante e difficili. Capivo solo qualcosa.

Poi mamma e papà non fecero più parlare la dottoressa e i discorsi diventarono più facili. Diventarono facili non perché erano facili veramente, ma perché li avevo sentiti mille volte e quindi per me erano facili: colpa-tua, colpa-mia, per esempio, oppure responsabile-tempo pieno e anche-io-lavoro-cosa-credi.”

Queste sono alcune frasi dell’albo di Patrizia Rinaldini che ho potuto conoscere grazie ad  Adriana Cigni, donna dotata di grande sensibilità che, con impegno ed entusiasmo  ha creato A.G. Editions una piccola casa editrice francese di Montigny les Metz.

Mi piace riportare quanto scritto nel sito dai fondatori: “A.G.Editions è una casa editrice con il cuore diviso a metà tra la Francia e l’Italia. I due fondatori, italo-francesi a tutti gli effetti, hanno profonde radici italiane, ma vivono in Francia da più di 15 anni. L’amore per la lingua italiana e la riconoscenza per il paese di adozione hanno ispirato l’idea di fondo di A.G. Editions: un ponte tra due culture, fatto di pagine scritte”.

Con questo libro l’autrice, Patrizia Rinaldi, crea un ulteriore ponte:  quello fra le emozioni e le parole interrotte di una bimba con problemi di balbuzie.

Patrizia Rinaldi “diventa bimba” e con delicatezza osserva il mondo con gli occhi e i sogni della giovane protagonista a cui vengono interrotte, rubate e tagliate le parole. Gli adulti ascoltano solo se stessi e le parole e le emozioni della piccola protagonista rimangono a metà perché non c’è chi è pronto a riceverle. La giovane bambina di soli sei anni riesce a guardare se stessa e il mondo in maniera più attenta e profonda rispetto ai suoi genitori troppo intrappolati nella loro superficialità e sordi di fronte alle richieste di ascolto della figlia. Con sensibilità la bimba instaura un rapporto di fiducia con due amici immaginari, Saltagiù e Verdina, cane e gatto. Con loro parla e trova le risorse per affrontare le difficoltà.

 

“Le mie parole non si interrompono più. Quando sta per succedere, Saltagiù e Verdina si danno la zampa e formano un filo che le unisce. Quando sarò grande inventerò  una scuola speciale […] dove potrò dire che esistono le cose belle che non si vedono”.

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Un albo per genitori e figli, serio e profondo da cui emergono le straordinarie risorse emotive dei bambini troppo spesso dimenticate da noi adulti.

 

Ringrazio Adriana per avermelo fatto conoscere.

 

Patrizia Rinaldi, “Le parole interrotte” – illustrazioni di Bruna Troise – A. G. Editions

 

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