Life Style

L’importanza dello sport per il bambino

Scrive Armando Calzolari, Responsabile Unità operativa complessa di Medicina Cardiorespiratoria e dello Sport – Dipartimento di Medicina Pediatrica – dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma, uno degli ospedali di riferimento a livello internazionale per l’assistenza e la ricerca in campo pediatrico: “Praticare sport in età pediatrica presenta tanti aspetti positivi: assicura un adeguato sviluppo dell’apparato scheletrico e muscolare, regola il metabolismo, favorisce la socializzazione e, se praticato nel modo corretto, è un’attività molto piacevole e divertente per i bambini e per i ragazzi”.

Specifica Angela Biseglia in un articolo apparso su Nostrofiglio.it:

 “Sin da piccoli, i nostri figli conducono una vita sedentaria – osserva il medico – trascorrono tante ore a letto, poi vanno all’asilo o a scuola – il più delle volte in macchina o con i mezzi pubblici – dove restano per sette-otto ore, se non di più. Tornati a casa, fanno i compiti, guardano la tv e poi si cena. Insomma, per tutta la giornata praticamente non si muovono mai”.

Quali sono i rischi di tanta sedentarietà?

“Innanzitutto il soprappeso – dice Calzolari – se poi alla sedentarietà si associa anche un’alimentazione non corretta (davanti alla tv è facile eccedere in merendine e fuori pasto non proprio ‘light’), si aggiunge il rischio che, andando avanti con gli anni, aumentino i valori di colesterolo e si innalzi la pressione arteriosa, predisponendo in età adulta a problemi cardiovascolari”.

Sottolinea inoltre Giuseppe Gangemi, Coordinatore Scuola Nuoto F.I.N. (Federazione Italiana Nuoto) del ‘Villaggio dello Sport Parco Caserta’ di Reggio Calabria:

“Fare sport sin da piccoli permette di acquisire un bagaglio di esperienze motorie che sarà prezioso per tutta la vita,” E continua: “Un bambino che ha fatto sport, infatti, da grande sarà molto più avvantaggiato rispetto a chi non ha mai praticato attività fisica, perché ha strutturato una muscolatura migliore e ha ‘sperimentato’ e formato il proprio corpo in un’età in cui si sviluppano le cosiddette capacità coordinative, come l’equilibrio e l’orientamento, e le capacità condizionali, ossia la forza, la resistenza e la velocità”. Il risultato? “Se anche interromperà per alcuni anni la pratica sportiva, il suo corpo conserverà memoria dei benefici acquisiti da piccolo e quando, da adulto, vorrà riprendere a fare sport o vorrà intraprende uno sport nuovo, avrà già le basi giuste per ripartire alla grande”.

Gli sport giusti

Di solito i genitori cominciano a far praticare sport ai propri figli intorno ai tre-sei anni. Quali sono le discipline migliori? Consiglia sempre Calzolari:

“All’inizio è meglio optare per un’attività il più possibile generica, come per esempio il nuoto o la ginnastica in modo da favorire uno sviluppo armonico di tutto il fisico. Sono controindicate le attività troppo specifiche, come il calcio o il tennis, perché il bambino non ha ancora acquisito né destrezza né sviluppo fisico adeguati”.

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